Jay Cassidy, Crispin Struthers e Alan Baumgarten hanno lavorato al montaggio del film American Hustle, diretto dal bravissimo David O. Russell, e per il loro lavoro hanno vinto un Eddie Award e la candidatura all’Oscar per il miglior montaggio agli Academy Awards del 2014.

Il film è interpretato magistralmente da Christian Bale, Bradley Cooper e Amy Adams, e narra le vicende di una coppia di truffatori degli anni ’70 che uniscono le forze con un poliziotto che cerca riscatto, per incriminare un sistema di mazzette e riciclaggio di soldi, creando fra loro un pericoloso triangolo.

Ispirata ad una storia vera, la trama del film alterna momenti di genere, a situazioni al limite del ridicolo, sempre giocando su piani misti fra realismo puro e assurdo, e dove la mano di Russell si fa sentire attraverso le sublimi interpretazioni dei sui attori / feticcio.

Come creare un montaggio collaborativo

Il lavoro al montaggio poi, come racconta Cassidy nelle interviste, è stato svolto, come spesso accade con Russell, in totale sintonia fra le indicazioni del regista, la creatività dei montatori, e le volontà degli studios.

Pamela Martin, storica montatrice dei film di Russell, non era disponibile per il lavoro, e per Cassidy si sarebbe quindi trattato del secondo lavoro consecutivo con il regista, dopo “Il lato positivo – Silver Linings Playbook”, anche qui nominato agli Oscar.

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La coabitazione con altri due montatori è stata molto più semplice del previsto, creando un montaggio cooperativo, dove Crispin creava sezioni distinte per differenti scene, delle quali era responsabile a pieno titolo. In più, data la mole di girato, durante la fase di montaggio divenne chiaro che era necessario contattare un terzo montatore, che divenne Alan Baumgarten.

Il lavoro, in questo modo responsabilizzato uniformemente fra i tre, è proceduto avanti con molta solidità e omogeneità, nonostante nel terzo atto ci sia stata molta sovrapposizione di incarichi.

Nonostante questo, al momento di fare revisione, tutti e tre, insieme al regista, si sono riuniti per settimane nella sala di montaggio per chiudere la lavorazione insieme, più di una volta al giorno.

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Cassidy racconta che la sfida più entusiasmante è stata quella di seguire la direzione delle indicazioni del regista a seguito delle riprese: Russell infatti concede ampio spazio all’improvvisazione. Non ha paura di fare cambiamenti in corso, e sperimentare.

Durante una scena, magari lui ferma l’azione ma non stoppa il motore, e comanda di girare più take all’interno della stessa clip.

Il modo di procedere è eccentrico, e per questo motivo c’è una grande quantità di girato. Lo strumento che i tre montatori hanno usato per facilitarsi il lavoro è stato Avid ScriptSync utilizzato con Media Composer.

Cassidy lo utilizza sin dal 1998, da Urban Legend. Quello che hanno fatto su American Hustle è stato importare lo script, re-editarlo dopo che è stato importato, e poi segnare i take e le variazioni all’interno dei take.

Ciò che viene girato infatti non sempre corrisponde a quello che è stato sceneggiato, quindi qualcuno deve lavorarci su e trascrivere tutte le variazioni, ed è quello che hanno fatto i tre montatori.

Poi ci possono essere piccole sezioni che contengono del dialogo che non è stato sceneggiato, e devono essere trascritti e inseriti nello script.

Per i montatori, prendere nota o trascrivere qualcosa ci vogliono tre secondi. Lo script diventa un foglio elettronico pieno di annotazioni e scritte, che aiutano a tornare indietro e riflettere su qualsiasi scelta di montaggio. È uno strumento fantastico.

American Hustle è sì un film vintage, che però ha sfruttato nella propria lavorazione metodi collaborativi moderni, al passo con tempi di lavoro rapidi e facilitati.

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