David Brenner ha un’attività di montatore che risale al 1980 con “Talk Radio”, “Nato il quattro luglio” e “The Doors”, e finora ha lavorato al montaggio di 23 film.

Con “Nato il quattro luglio” ha vinto anche un Oscar per il miglior montaggio nel 1990 assieme al co-montatore Joe Hutshing. I suoi film includono anche successi importanti come “Independence Day”, “The Patriot”, “Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare”, “Man of Steel”, “300: Rise of an empire” e, più recentemente, “Batman v Superman: Dawn of Justice “.

La sua ultima fatica, appunto, è stata un successo al botteghino, forse un po’ meno fra i fans, ai quali ha lasciato molti dubbi su regia e sceneggiatura, ma è indubbio il valore qualitativo del montaggio.

Come eseguire il montaggio per una trama complessa

In numerose interviste, Brenner parla proprio della lavorazione su Batman vs Superman (da qui in poi lo chiamerò BvS) come di un risultato lavorativo entusiasmante.

Su “Man of Steel”, assieme allo stesso regista di BvS, Zach Snyder, avevano sessioni di giornalieri ad ogni pranzo, ed è successo lo stesso per BvS. Ma in questo caso, mano a mano che si arrivava in fondo alle riprese, Snyder aveva sempre meno tempo, così finì a vedere tutti i giornalieri e i primi tagli di montaggio su un iPad.

L’organizzazione, come sempre accade, è stata meticolosa.

In un primo momento, Brenner si è occupato di raggruppare tutte le clip destinate alla postazione di montaggio con Avid Media Composer. Il lavoro “sporco” è stato effettuato dagli assistenti che hanno inserito tutti i giornalieri nei vari bin (le cartelle del programma), con le varie etichette, se sono multi-camera, ecc, in modo da poter riutilizzare tutto al momento del secondo montaggio, quello vero e proprio.

Prima di questo, Brenner ha inserito tutte le clip in quello che viene chiamato studio selection, ovvero un enorme faldone di clip destinate alla visione dei produttori degli studios, nel quale ogni scena viene vista da ogni inquadratura e discussa.

Al momento di rivedere tutte queste inquadrature, Brenner dice di non prendere appunti, ma di trarne il vantaggio di aver controllato tutto quello di cui si dispone per iniziare il lavoro.

Brenner racconta di prendere sempre molto materiale, ad esempio intere scene selezionate come 3 o 4 linee di dialogo o un’azione da un punto A ad un punto B, fino anche a mezz’ora di materiale per tirare fuori 3 minuti di montaggio.

Ed è una tecnica che usa sempre per il primo taglio grezzo, e risale fin dai tempi dei suoi primi film con Oliver Stone: racconta infatti del nervosismo del regista al momento di passare tutte le clip selezionate, così il montatore ha affinato la selezione preliminare per risparmiare tempo.

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Più tardi, quando vuole guardare i primi tagli e cominciare a mettere in discussione le cose, Brenner può tornare ai quotidiani, oppure può guardare le selezioni per lo studio, per controllare di aver fatto un buon lavoro.

Durante le riprese, il team di montaggio passa in rassegna le scene un paio di volte. Brenner fa il primo taglio, poi lo mette via e lo riguarda il giorno dopo, quando è più fresco e non ossessionato nel fare i tagli di montaggio.

Spesso cambia alcune cose fatte il giorno prima, oppure un sacco di cose. Poi cerca di assottigliare i dialoghi, e consegna il materiale a Warren Paeff, il suo assistente, per iniziare a costruire gli effetti sonori e suoni di fondo.

Come detto prima, la sceneggiatura è stata probabilmente uno dei punti più nodosi per tutti, e forse si è percepita questa difficoltà anche nella lavorazione al montaggio.

Brenner infatti ha raccontato come lo script fosse molto più lungo e con molte più sottotrame di quello che si è poi visto nel film.

La scena in cui Bruce Wayne rivela ad Alfred la verità su cosa ci sia a bordo della nave, è stata una sequenza molto difficile, perché fin lì il film è un rincorrersi di percorsi personali dove alcuni si incontrano, ed altri no. In quella scena invece, la trama fa biforcare tutti i percorsi.

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Anche la costruzione dell’inizio del film è stata complessa: nella sceneggiatura il personaggio di Lex ad esempio compariva molto più in avanti, ma rivedendo la struttura del film durante la visione del primo montaggio, si è scelto di anticipare il personaggio.

In più, la sua presenza ha così tanta energia, un’energia comica contorta che ha fatto schizzare il film.

In generale, BvS è stata una sfida unica in quanto il team di montaggio ha avuto a che fare non con uno ma due protagonisti, ognuno con un alter-ego.

C’erano infatti Clark Kent, Superman, Bruce Wayne e Batman, circondati da Lois Lane, Lex Luthor, Wallace Keefe (il ragazzo che perde le gambe quando cade dalla Wayne Tower), Perry White, Martha Kent, il personaggio di Holly Hunter (Senatore Finch), ed altri personaggi di contorno.

Un film dalla trama potenzialmente molto complessa, che ha reso il lavoro al montaggio sì duro, ma molto prezioso e originale.

Il lavoro meticoloso di Brenner è stato il punto di forza dell’intera lavorazione, perché una scrupolosa organizzazione proviene solo dall’esperienza maturata, e può affrontare qualsiasi problema di produzione, persino una sceneggiatura biblica! 😉

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In questa clip, tutti i riferimenti e allegorie del film