Per il montaggio del film Lincoln, Spielberg non poteva non affidarsi al suo storico montatore Michael Kahn, con lui per più di 30 anni. Vincitore di 3 premi Oscar per I predatori dell’arca perduta (1981), Schindler’s List (1993) e Salvate il soldato Ryan (1998).

Il film Lincoln, scritto da Tony Kushner, si concentra sugli ultimi quattro mesi di vita di Lincoln, includendo il voto sul Tredicesimo Emendamento, che ha concluso in modo permanente la schiavitù, e la vittoria dell’Unione nella guerra civile.

Daniel Day Lewis interpreta Lincoln, con Sally Field come Mary Todd Lincoln, e poi Tommy Lee Jones, David Strathairn, Jackie Earle Haley e Bruce McGill nei ruoli chiave.

Con Lincoln, Kahn ammette in numerose interviste di essersi sentito patriottico, e di aver imparato moltissimo sulla storia, sperando che anche il pubblico l’abbia imparata.

Il film è stato girato su pellicola 35 mm, digitalizzando poi le immagini e montando con Avid Media Composer, di fatto alla terza prova assieme a Spielberg dopo Tin Tin, e War Horse. Insomma, da quando il duo ha scoperto Avid, non ne può più fare a meno.

È indubbio che con Media Composer il risparmio in termini di tempo, è incredibile. Per Kahn, già molto rapido di suo, poter visualizzare il materiale e accedere al girato in maniera rapida, oltre che monitorare ogni scena in modo istantaneo, è una vera e propria manna dal cielo.

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Kahn omaggia i suoi assistenti su Lincoln, Pat Crane e Sarah Broshar, per la gestione di molti dei dettagli tecnici del workflow, che gli ha permesso di concentrarsi sul montaggio vero e proprio. Spielberg voleva che lui si focalizzasse sul film insieme, non a dirigere la sala di montaggio.

Lincoln è stato girato principalmente nella zona di Richmond, Virginia.

Alta tecnologia al servizio dei professionisti

Quattro postazioni Avid Media Composer con unità di storage condiviso, sono stati installati nella sala di montaggio.

Un’altra postazione era invece sul rimorchio personale di Kahn sul set. I quotidiani venivano trasportati al laboratorio Technicolor PostWorks New York, dove venivano lavorati e digitalizzati.

Anche il Direttore della Fotografia Kaminski lavorava sulle riprese da subito, inserendo il color timing su clip selezionate.

Una volta terminato il lavoro, le clip venivano abbinate alle stampe e inviate a Richmond su un disco rigido.

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Sul set, il sistema Avid su tutte le postazioni, ha permesso di mantenere i dati in sincronizzazione a fine giornata, in modo che Kahn potesse eseguire il montaggio anche sul set, e i suoi assistenti cominciare a preparare il workflow successivo alla fine delle riprese.

Il rapporto fra lui e Spielberg è speciale e unico. Sul set, non appena c’è qualcosa da mostrargli, Spielberg corre alla postazione di Kahn per guardare il progresso, e spesso il lavoro consiste nello scambio di indizi e visioni.

Il regista ama montare giorno per giorno, seguendo le riprese, e i due difficilmente chiudono una scena in tempo breve.

Il montaggio dei dialoghi perfetto

La sfida tecnica che Kahn ha affrontato era invece sulle lunghe scene di dialoghi del film. La performance di Daniel Day Lewis ha esposto il montatore e regista a dover prendere decisioni difficili, e non eseguire molti tagli.

In molte altre situazioni, la scelta era opposta: bisognava tagliare molto, lasciando qualcosa fuori. La soluzione è stata trovata grazie alla rigidità delle riprese di Spielberg, con pochissimi movimenti di camera, che ha facilitato il gioco di tagli e raccordi.

Il segreto nella fluidità del racconto, anche in film dove ci sono molti dialoghi, è quello di non far notare i tagli. È vero infatti che per molti montatori, tagliare lunghe scene di dialogo è molto complesso, ma il risultato positivo sarà molto più soddisfacente, ed è l’opinione di Kahn.

Lincoln è davvero un grande film, e una grande storia. Le critiche positive sono meritate: è una grande lezione sul senso della libertà.

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