Il montaggio del film Milk è stato realizzato in maniera molto rocambolesca, ma senza perdere un centesimo di qualità.

Il politico Harvey Milk è stato una figura iconica nel movimento nazionale gay degli anni 1970. Soprannominato il Sindaco di Castro Street per il suo attivismo sociale e la leadership a San Francisco, Milk era considerato una presenza innovativa e promettente sulla scena politica, come primo politico americano di primo piano apertamente gay.

Cambiò tutto bruscamente nel 1978, quando, poco dopo che Milk venne eletto al consiglio delle autorità di vigilanza di San Francisco, venne ucciso da un ex membro del consiglio di amministrazione, Dan White.

Il film Milk, un biopic del 2008 diretto da Gus Van Sant (My own Private Idaho, Will Hunting), segue l’ascesa del politico al potere, tracciando il suo trasferimento a San Francisco, la sua ascesa alla carica elettiva, e i fattori che hanno portato al suo assassinio.

Il montaggio di Milk

A fianco del regista c’è stato il montatore Elliot Graham (21, Superman Returns) che ha utilizzato una combinazione di soluzioni desktop e montaggio portatile con Avid per gestire il progetto in HD, sia sul set durante la produzione a San Francisco, che vicino alla casa del regista a Portland, Oregon, o per lavori di rifinitura a Los Angeles.

Creativamente, a Graham è piaciuto lmolto avorare con i diversi stili visivi che Van Sant ha utilizzato. Egli ha spiegato in numerose interviste on line che i quotidiani di una scena potevano essere molto diversi dai quotidiani per la prossima.

Ad esempio, alcune scene avevano un sacco di copertura; alcuni avevano una copertura minima. A Van Sant piace provare ogni genere di cose e si presta ad un ambiente di lavoro veramente creativo.

Oltre ai filmati di produzione, Van Sant ha usato un sacco di stock footage, filmati di cronaca, e gli archivi dal 1970 per dare al film un forte senso storico. Questo materiale mette in evidenza gli elettori locali di San Francisco, i politici e le notizie così come le figure importanti dei mass media come Walter Cronkite.

I filmati di repertorio, in questo senso hanno aiutato il montatore ad entrare meglio all’interno del mood della scena, e ad uscirne fuori per le successive.

Mentre Graham osservava ore di girati di produzione e stock footage da canali televisivi, biblioteche, musei, casa e documentari, l’assistente al montaggio Eric Hill manteneva la notevole quantità di materiale in maniera organizzata.

I filmati originali provenienti da stock footage arrivavano in qualsiasi varietà di formati. La maggior parte erano in DigiBeta, alcuni erano in Beta SP. Il materiale della pellicola originale era in 16mm o Super 8 e veniva trasferito in HDCAM SR 4: 4: 4, che divenne il formato master.

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All’epoca il film è stato modificato in HD con Avid Media Composer, utilizzando il codec Avid DNxHD 36, che Graham aveva precedentemente utilizzato su “21”. Sapeva che il formato di archiviazione efficiente HD avrebbe fornito la nitidezza dell’immagine che voleva, con i requisiti multimediali compatti necessari per modificare la maggior parte del film sul suo computer portatile Macintosh.

Infatti Graham ha montato il film in movimento senza sacrificare la qualità, lavorando sul suo computer portatile in HD.

Ha usato il software Media Composer portatile con l’editing in HD praticamente per ogni compito creativo del film: per rivedere i quotidiani, per l’assemblaggio di un taglio, per lo screening con il regista.

Ha lavorato al montaggio di più di metà film su un computer portatile. Il supporto del computer portatile gli ha permesso di lavorare al montaggio in un appartamento a San Francisco, in un albergo di Portland, o in casa a Los Angeles, dovunque Van Sant e lui volessero guardare i tagli insieme.

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Il montatore ha utilizzato un hard drive esterno da 1,5 terabyte con il suo computer portatile, e sono stati in grado di adattare tutte le riprese della produzione in Avid DNxHD, una discreta quantità di materiale d’archivio [a 14: 1 SD], la produzione audio, e la musica su tale unità. Ai giorni nostri è la normalità, ma nel 2008 non era così facile.

L’affidabilità di Avid Media Composer, con il suo codec nativo, ha permesso di lavorare anche su una versione con basso bit-rate per ridurre anche le spese per gli screenig test, e le anteprime nelle sale.

Il software Media Composer anche attivato un flusso di lavoro collaborativo molto snello con il team del sound mixing, che ha creato la colonna sonora su un sistema Pro Tools | HD.

Nonostante la distanza geografica fra i due reparti, grazie allo scambio di file su sistema Avid sono stati in grado di combinare elementi diversi l’uno sopra l’altro, utilizzando tracce audio diverse, e manipolare il suono senza anticipare alcuna delle decisioni che sarebbero state affidate a un mix.

Questi scambi indietro e indietro ha reso semplice la collaborazione tra Graham, Van Sant, e il sound editor, facilmente gestibile anche da un computer portatile.

Per Graham, essere parte di quel progetto è stato memorabile.

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