La lavorazione del montaggio del film Paradiso Amaro possiede un aspetto romantico non indifferente.

Il regista Alexander Payne realizza film dove le storie umane sono un mix di commedia e dramma nelle quali tutti noi ci possiamo immedesimare. Film come “Sideways – in viaggio con Jack” e “A proposito di Schmidt” e “Nebraska” raccontano la scoperta di sé stessi e il pubblico si rivede nell’umorismo di situazioni imbarazzanti che fanno riecheggiare gli eventi familiari della propria vita.

Il film “Paradiso Amaro” è vicino a questa tendenza, nel quale Matt King (George Clooney) , un avvocato hawaiano, lotta con disimpegnato coraggio per tenere uniti i pezzi della sua famiglia in un momento tragico, dopo che la moglie è rimasta paralizzata e in coma, a seguito di un incidente in barca. Mentre è impegnato nella difficile decisione se continuare o no a far restare in vita sua moglie, scopre una sua relazione extraconiugale precedente all’incidente.

Contemporaneamente, dovrà anche decidere se permettere o meno la vendita di un enorme pezzo di terra di proprietà della sua storica famiglia ad un grosso investitore straniero. Le pressioni di tutti i suoi famigliari, discendenti di una famiglia di nativi hawaiani (da qui il titolo originale del film, “The Descendants”), si faranno sempre più pesanti sulle sue spalle.

Il montatore Kevin Tent in alcune interviste on line parla di come il film sia un perfetto equilibrio di situazioni fortemente drammatiche, rette da un background rilassato e apparentemente pacifico e “paradisiaco” come la vita alle Hawaii.

Era la loro sfida più grande: erano infatti problemi simili per altri film di Payne, ma The Descendants ha rappresentato un livello completamente nuovo per gli accorgimenti.

Hanno dovuto essere rispettosi dei personaggi e quello che stavano vivendo. Si tratta di emozioni umane sulla vita e sulla morte, qualcosa in cui più membri del pubblico si possono rivedere, in un modo o nell’altro.

Così lui e Payne (uno dei pochi registi che ha i diritti di firma sull’ultimo taglio di montaggio, solitamente ad appannaggio della produzione) hanno ridimensionato e rifinito alcuni aspetti dell’umorismo, facendo molta attenzione a non rendere insensibili i personaggi, creando un buon equilibrio, dove l’umorismo si percepisce con lo stesso peso che avrebbe nella vita reale.

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Nel processo creativo, nelle prime versioni, c’erano molte scene nell’ospedale dov’è ricoverata la moglie del protagonista, e nel frattempo lui racconta chi è, e introduce l’affare della vendita del terreno, tutto nei primi dieci o quindici minuti di film.

Payne e Tent invece poi hanno modificato queste scene, introducendo la storia della vendita molto dopo, con scene in dissolvenza del protagonista mentre è in studio a lavoro, riguarda le foto dei suoi avi insieme ai documenti, e ci accompagna la sua voce fuori campo. In questo modo si è impostata una potenziale ingombrante seconda linea di storia, in modo organico e dolce.

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Paradiso Amaro è stato girato in circa 50 giorni alle Hawaii e il montaggio è stato fatto a Hollywood, durante le riprese, e poi a Santa Monica (durante la post-produzione).

Il montatore Kevin Tent è il montatore preferito di Payne, con il quale ha lavorato su tutti i suoi film, e dal momento che i quotidiani, in formato analogico su pellicola 35 mm, viaggiavano dalle Hawaii a Los Angeles (tre ore avanti), il montatore avrebbe avuto modo di visionarli prima della produzione del giorno successivo, e si sentivano via telefono una volta al giorno per confermare che le riprese fossero tutte buone.

Il montaggio vero e proprio è durato circa 4 mesi, e a Febbraio del 2011 il film era finito.

Tent e il primo assistente al montaggio Mindy Elliot hanno lavorato su Avid Media Composer collegato ad una unità di storage condivisa. I quotidiani sono stati consegnati da Fotokem su nastro HDCAM SR-per la Fox Searchlight, così come i media Avid DNxHD36 su Firewire venivano ingeriti nel sistema Unit.

Il Firewire è stato utile in seguito, quando Payne e Tent sono stati invitati per alcune settimane nella villa in Italia di Clooney. I due sono stati in grado di continuare a montare lì, oltre che in un viaggio di ritorno da New York a Los Angeles, su un treno Amtrak.

Il romanticismo della lavorazione sta tutto qui: attraversare tutta l’America in treno, osservando bellissime campagne, e continuare il montaggio di un film che è un perfetto mix di ilarità e malinconia.

Quando si è trattato di ricordare il momento più significativo dell’esperienza al montaggio di Tent, il montatore ha individuato una sera all’interno del treno, quando i due hanno deciso di montare dopo aver cenato e bevuto una bottiglia di vino nel vagone ristorante. Dovettero rinunciare poco dopo: infatti per loro quella sera fu impossibile montare, su un piccolo computer portatile, dopo tutto quel vino. Il suo consiglio è separare le due cose.

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