Se ti sei mai chiesto anche come mai la scena di Kylo Ren con la maschera di Darth Vader è stata inserita proprio in quella sequenza del film, abbiamo una risposta: le montatrici del film, Maryann Brandon e Mary Jo Markey descrivono il motivo per cui nel film il riferimento a Darth Vader in origine era impostato per accadere prima.

Nel Gennaio 2016 quando l’associazione American Cinema Editors ha presentato i candidati per i suoi premi annuali “Eddies” (i premi per i migliori montatori, consegnati da montatori professionisti stessi), le due collaboratrici di lungo tempo di J.J. Abrams, le montatrici Maryann Brandon e Mary Jo Markey, ricevettero una bella notizia del loro lavoro di montaggio su “Star Wars. Il risveglio della Forza”: il film stava incassando 1.54 miliardi di dollari in tutto il mondo, e il conteggio continuava a salire. Il loro contributo di storytellers e quello di tutto il team di Abrams aveva fatto centro.

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Sono state molteplici le interviste realizzate dal duo, in relazione al montaggio del film, realizzato con Avid Media Composer, ed effettuato in quella che molto probabilmente sarà stato lo studio di montaggio più off limits del mondo.

Una delle più originali e particolari, è stato un racconto fatto dalla coppia di montatrici all’Hollywood Reporter, dove hanno discusso della scena in cui Kylo Ren conversa con ciò che è rimasto di Darth Vader.

“Nella versione originale, quella scena doveva comparire molto prima”, spiega Markey. “Era stata scritta per accadere dopo che Poe e Finn erano fuggiti dalla Star Destroyer, e Kylo Ren avrebbe rimproverato sé stesso dopo che aveva visto che Finn era un traditore, e non essere intervenuto. Ma poi abbiamo capito che il momento sarebbe stato sprecato, non sarebbe stato un evento abbastanza grande perché avveniva troppo presto nel film.”

“Al montaggio l’abbiamo spostata più avanti nel film, creando una maggiore paura riguardo la venuta di suo padre sul pianeta e i suoi sentimenti contrastanti sull’essere spinto verso il lato luminoso della Forza. In quella sequenza ha più risonanza e maggiore importanza per il personaggio di Kylo Ren.”

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Un’altra scena che ha coinvolto numerosi ritocchi per le montatrici è stata l’introduzione del personaggio di Leia. “A un certo punto, abbiamo introdotto la Principessa Leia molto presto nel film, ma era stato deciso che avremmo visto la sua prima immagine attraverso gli occhi di Han”, ha detto Brandon. “Ciò rende il pubblico affamato di vederla e l’emozione del pubblico è la stessa che prova Han . … Credo che il suo personaggio ne esca ancora più forte.”

“Il montaggio ci ha permesso di introdurla con molto più affetto. C’è chiaramente molto feeling tra i due di loro: ha reso la sua introduzione più personale”, ha aggiunto Markey.

Le montatrici hanno fatto anche un lavoro eccezionale nel mostrare le performance al meglio degli attori durante le scene d’azione, ponendo alla base delle scene l’emozione della storia. “Abbiamo concentrato i nostri sforzi nella ricerca delle riprese quotidiane e trovando quelle performance che danno vita alle sequenze d’azione” dice Brandon. “È stata una grande sfida, perché le sequenze d’azione realizzate in VFX catturano tutta l’attenzione della scena. Ma hanno anche bisogno del lato umano, della componente emotiva”.

“Ala casa di produzione di VFX, la ILM, hanno fatto un lavoro fantastico e il supervisore Roger Guyett è stato fantastico perché cercava sempre di trovare il lato emotivo della storia.” aggiunge, “nella sala montaggio abbiamo davvero cercato di rendere vivi i personaggi e lasciare che il pubblico sentisse le emozioni attraverso di loro…abbiamo realizzato molte riprese aggiuntive perché avevamo bisogno di più di vedere i loro volti, ad esempio, vedere la paura di Rey durante il duello con le light saber contro Kylo Ren.”

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La coppia ha sottolineato che lavorare con il team tra cui Abrams e il resto degli scrittori, produttori e professionisti VFX è stato un processo molto collaborativo.

A causa della sicurezza pesante che circondava il film, mentre lavoravano al montaggio nel Regno Unito presso i Pinewood Studios, le montatrici utilizzavano sistemi di editing Avid Media Composer posizionati addirittura in unità di archiviazione locali, il che significa che non erano in una rete potenzialmente accessibile da altri computer.

“Non c’era possibilità di avere una rete Internet. Avevamo un sistema di archiviazione locale al quale nessun altro era in grado di accedere” ha detto il primo assistente al montaggio Matt Evans, aggiungendo che tornati a Los Angeles. li oro supporti di memorizzazione Media Composer e Avid ISIS5000 sono stati collegati a una rete in totale sicurezza a Bad Robot.

“Nella rifinitura, avevamo una security guard con noi, ovunque andassimo con il film”, ha concluso Brandon.

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