La pratica del fotoritocco delle folle a convegni politici, manifestazioni, eventi e simili, è vecchia quanto l’invenzione della fotografia stessa e forse anche di più. Perché da sempre si ricorre a questi espedienti? Come mai si cerca di manipolare le masse attraverso immagini che dovrebbero invece ritrarre la realtà dei fatti?

Il potere del fotoritocco delle folle

Le immagini hanno un immenso potere in chi le guarda e variandone alcuni parametri come, inquadrature, scorci o aggiungendo o togliendo elementi dalla scena, è possibile indurre lo spettatore a seguire una determinata linea di pensiero. Esistono migliaia di test psicologici che evidenziano come il condizionamento della mente attraverso scatti e disegni sia possibile e concreto.

I politici, i media e chi fa informazione in generale, di questo è pienamente consapevole, ecco perché il cosiddetto fotoritocco delle folle si rivela essere uno strumento estremamente potente. Nel corso della storia le fotografie ritoccate di eventi e comizi sono state e continuano ad essere tantissime, basta infatti una breve ricerca su internet per vederne svariati esempi.

La propaganda sovietica ed il largo uso del fotoritocco delle folle

Tutti i governi del mondo hanno fatto uso o continuano a farne di questo espediente mediatico dal largo impatto psicologico, ma i rivoluzionari sovietici hanno letteralmente abusato del fotoritocco delle folle per rinforzare il loro messaggio. Di seguito una foto emblematica di quanto abbiamo appena detto.

Come si può notare lo scatto originale (sopra) ritrae una folla di rivoluzionari sovietici intenti a manifestare, ma i leader di allora la consideravano troppo poco d’impatto, quindi fecero sostituire le insegne del negozio sul retro e della bandiera con scritte più consone, rispettivamente: “Prendi ciò che è tuo attraverso la lotta” e la bandiera “Abbasso la monarchia!”.