Anche se non sei un fan, ogni artista o designer si scoprirà essere affascinato da quest’opera colorata, che svela come grandi artisti della concept art abbiano realizzato l’artwork di questo film campione d’incassi.

L’autore, Phil Szostak, è stato assunto nel reparto artistico de Il risveglio della Forza come concettuale researcher e archivista, sin dal dicembre 2012 fino alla fine della produzione, quindi possiamo dire che conosce la materia…

Cosa rende grandioso l’artwork di Star Wars: Il risveglio della Forza

E la sua spiegazione di come la squadra sia passata dagli schizzi iniziali fino ai concept dei modelli finiti, i costumi e gli effetti visivi, è approfondita e dettagliata.

Phil racconta di come la produttrice Kathleen Kennedy abbia riunito una serie di talenti del design, guidato da Rick Carter (che ha scritto l’introduzione del libro), Darren Gilford, e Doug Chiang, per re-immaginare il franchise di George Lucas sotto la Disney.

Le interviste esclusive con questi ed altri designer forniscono dettagli unici sul modo in cui hanno portato alla vita la visione del regista JJ Abrams.

In effetti, avremmo probabilmente comprato questo anche per il solo testo. Ma la vera spettacolarità di questo libro risiede nelle 600 illustrazioni a colori, tra cui disegni di produzione, concept art e schizzi, storyboard, progetti e matte painting.

Non c’è alcun tentativo di stupire con immagini di frame dal film; ogni centimetro delle 258 pagine è pieno di fantasiosa e immaginativa concept art.

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E non ti fa vedere soltanto ciò che sarebbe poi finito in linea di massima nel film, come capita in molti altri libri di questo tipo.

È interessante notare che il contenuto è disposto in ordine cronologico, cioè in ordine di produzione cinematografica, in modo da poter seguire come l’artwork ed i concept si sono sviluppati dal Gennaio 2013 al Gennaio 2015.

Molto interessante sono soprattutto i commenti dei designers degli artwork del film, che accompagnano le pagine.

Questi artisti, noti a Disney / Lucasfilm come “i Visualists”, hanno attraversato un processo di brainstorming abbastanza selvaggio per arrivarci, e gran parte del design lasciato per strada è riprodotto qui in tutto il suo splendore.

Possiamo infatti osservare come lo storyboard originale per la sequenza di apertura, per esempio rispecchi esattamente l’inizio di “Star Wars III – Una nuova speranza”. Vediamo i disegni iniziali per Jakku ispirati ai cantieri di demolizione dell’India moderna – qualcosa di simile alle città del Wild West del deserto che hanno ispirato ciò che in seguito divenne.

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Ci sono ad esempio i primi concetti per Rey e Finn che all’inizio sono stati disegnati come se fossero i protagonisti di un teen movie, trasformati poi giustamente, quando hanno deciso di coprire Rey con un abbigliamento consono a sopravvivere in un lungo viaggio.

Osserviamo la lunga evoluzione di ciò che alla fine è diventata la maschera di Kylo Ren, la quale inizialmente era iniziata come più una reinterpretazione del casco originale scuro di Darth Vader.

Più interessante ancora sono gli artwork che non ce l’hanno fatta: la Torre dell’Imperatore, che si schiantò sott’acqua dopo la seconda esplosione della Morte Nera; un TIE fighter per quattro persone, chiamato Quad Fighter; Luke tormentato dal fantasma di Anakin e molto altro. Quanto di questo, mi domando, si trasformerà in un prossimo film di Star Wars?

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