Nella propria carriera, ogni graphic designer ha incontrato – o si riunirà – almeno con un cliente da incubo. Per alcuni può essere come mettere la mano dentro una pila di fiamme, altre volte può essere come ricevere una cannonata in pieno stomaco.

Se vuoi affrontare i clienti peggiori, ti conviene seguire questi consigli, anche se possono essere ridicoli. Quando ti troverai davanti l’incubo, ti saranno però fondamentali.

Questi fantomatici sette clienti diabolici, come i peccati capitali, vediamoli in dettaglio:

Clienti da incubo

01. Il cliente orgoglioso

I clienti orgogliosi costringono i graphic designer a portare il peso del loro “genio”. Il cliente orgoglioso pensa che ogni suo suggerimento è all’avanguardia, e ogni ostacolo è colpa di qualcun altro. Vieni trattato con lo stesso rispetto che il cliente porterebbe a qualcosa di appiccicoso sotto le sue scarpe.

La tua umiltà ed educazione possono essere viste come virtù, ma sono anche un modo per venire ignorato o trascurato.

Leggi una pagina del Necronomicon contro il cliente, maledici tutta la sua stirpe, e dopodiché prendi fiducia in te stesso, e nel tuo lavoro: dopo tutto, sei un professionista chiamato per la tua esperienza.

Non avere paura di condividere le tue conoscenze, e di creare qualcosa di cui andare orgogliosi, ma solo il cliente sa cosa è meglio per lui. Se proprio vuole creare quell’abominio di colori, fa un passo indietro, ingoia la pillola ma alla fine lascia il tuo progetto fuori dal portfolio di graphic designer.

02. Il cliente invidioso

Il cliente invidioso vuole quello che hanno gli altri, senza tenere conto della logica e del buon senso. L’ispirazione gli arriva da tutti i tipi di fonti, alle quali difficilmente darà credito un giorno, e sono quasi sempre di cattivo gusto.

Desideroso di essere sempre un passo avanti agli altri, il cliente invidioso abbraccia ogni moda, e inserisce nei suoi discorsi frasi e parole tecniche del marketing, a caso.

Quando sarete pronti a mostrare una mood board, assicurati di spiegare bene che quello che vede sono solo ispirazioni, e che per nessun motivo sarete disposti a copiare quelle fonti.

Se il cliente invidioso insiste per copiare le vostre ispirazioni, come graphic designer siete autorizzati a prendere le distanze dalle vostre ispirazioni. E poi dal cliente.

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03. Il cliente adirato

Il cliente adirato è come un pentolone di rabbia trattenuta a stento.

È incline ad eccessi di rabbia, e sui progetti pretende cose in maniera vigorosa. Non ha paura di sfruttare una debolezza per ottenere una vittoria. Come il bicarbonato di sodio reagisce all’aceto, il cliente ribollisce di rabbia con tanta schiuma, e si lascia un disastro dietro.

Alla base della rabbia di un cliente, ci sono solitamente le aspettative non allineate con te. Più a lungo il cliente avrà un’idea di risultato differente dalla tua, più grande sarà il suo potenziale di esplosione. Una comunicazione chiara e coerente fin dall’inizio è la soluzione migliore.

Tuttavia, un disastro naturale avviene non c’è sempre un avvertimento. Se ti ritrovi ad essere l’oggetto dell’ira del cliente, non farne una questione personale: prendila sempre da professionista. Raramente c’è una buona ragione per continuare a lavorare per un cliente scadente, e arrabbiato. Prenditi del tempo per trovare una risposta adeguata alla situazione.

Non dovresti mai ampliare la portata di un progetto o piegarti semplicemente perché un cliente diventa rumoroso o arrabbiato. Se ci sono critiche genuine, affrontale, ma ricorda: si è responsabili solo di quello che c’è nel contratto. Se la rabbia si trasforma in abuso e non c’è modo di chiudere il progetto, potrebbe essere il momento di andare via.

04. Il cliente pigro

Il cliente indolente vuole sempre prendere la strada più facile. Si rifiutano di fare la loro parte, di arrivare fino in fondo al contratto, rispettare le scadenze, e sono spesso in ritardo nei feedback, sempre se arrivano. Se il cliente pigro avesse dedicato del tempo a imparare ad ascoltare, sarebbe stato in grado di liberarsi dei suoi piccoli problemi autoimposti.

Si rifiutano di fare la loro due diligence e vivere fino alla loro fine del contratto. file cruciali e commenti spesso arrivano in ritardo, se non del tutto. Se il cliente accidiosi semplicemente preso il tempo di imparare o ascoltare, avrebbero trovato la loro vita libera dalle loro altrimenti piccole e auto-imposti problemi.

Un cliente indolente omette le proprie responsabilità. Il modo migliore per trattare con loro è quello di introdurre le conseguenze del loro abbandono del dovere. Ad esempio, se il cliente non è in grado di darti le risorse prima di una consegna importante, assicurati che sappia il termine nel quale ti tirerai indietro nella consegna.

Se il cliente non riesce a fare il lavoro necessario affinché tu riesca nel tuo di graphic designer, abbandonalo.

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05. Il cliente avaro

Meno preoccupato per il prossimo euro guadagnato di quanto non sia perdere quello in tasca, il cliente avaro non ha paura dei suoi atteggiamenti lassisti e delle fatture non pagate. La qualità non è mai un problema per questo cliente.

In realtà più economico è il progetto, e più desidera il meglio: qualcosa che renda più audace il tutto.

Un acconto è il primo passo per identificare un cliente inadempiente. Se esitano all’idea o non sono essere convinti a investire un po’ di soldi in voi prima di investire un sacco di tempo in loro, lasciateli a piedi.

Insieme ai contratti, la pratica standard sarebbe quella di informare i clienti del mancato pagamento, rispetto ai termini di tempo previsti nel contratto. Inizia con richiedere la conferma della ricezione della fattura.

Passato il tempo di pagamento, nel giro di 15 giorni contatta il cliente. Il primo richiamo dovrebbe essere amichevole, poi successivamente potresti ricordargli le tasse di mora, e via via, regolando i richiami al passare del tempo senza pagamento.

Una email può essere produttiva per smuoverlo all’azione, una telefonata o un incontro faccia a faccia è ancora più difficile da ignorare. Non piegarti al cliente: sei un professionista ed è necessario essere pagati.

06. Il cliente goloso

Mentre una revisione o due è un’aspettativa perfettamente ragionevole, al cliente goloso non basta mai. Travolgendo la tua casella di posta con idee, richieste di aggiornamenti e richieste irragionevoli, come il logo in quattordici diverse versioni, da realizzare oggi per ieri, il suo zelo nel ringraziarti continuamente non basta a fermarlo dal richiedere “ancora una piccola cosa”.

Invece di saltare sull’attenti nel momento in cui un cliente ti chiama prendi un certo tipo di approccio. Un graphic designer che si fa in quattro per soddisfare le revisioni minori e piccoli ritocchi definisce uno standard che il cliente è fin troppo contento di mantenere.

Non rispondere a tutte le email nel momento in cui arrivano nella tua casella di posta; comunica un determinato numero di revisioni; fatti pagare una tariffa oraria per il lavoro ulteriore.

In poche parole: definisci uno standard e mantienilo.

07. Il cliente lussurioso

Il cliente lussurioso brama qualche sfrigolio, oltre al progetto finale. Si possono varcare certi limiti personali, con certe insinuazioni, o certe parole. Non tutto si trasforma in molestia, ma ci sono molti modi per mettere a disagio o in imbarazzo una persona: basta l’uso di un termine obsoleto, o sessista, o la mancanza di rispetto per il tuo spazio personale.

Bisogna sempre determinare quanto valga la pena perseguire nel lavoro per questioni di principio: ci sono molti potenziali fattori morali e personali da considerare.

Se un cliente ti fa sentire a disagio, per qualsiasi sensazione a pelle, riferiscigli senza mezzi termini quello che sta facendo e come ti fa sentire. Un incontro faccia a faccia non crea tensioni, ma salva il cliente da un sacco di imbarazzo, e di conseguenza lo rende molto più ricettivo al tuo problema.

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