La grafica editoriale è una delle prime forme di comunicazione visiva mai sviluppate che tutt’oggi riveste un ruolo importante, soprattutto nella realizzazione di libri, riviste e giornali, a prescindere che essi siano cartacei o in formato digitale. In questo breve articolo ne studieremo l’evoluzione sottolineando i punti salienti che hanno portato agli attuali standard.

La grafica editoriale su carta

Fin dai primi decenni dopo l’invenzione della scrittura su carta si è sempre dato particolare importanza ai layout di impaginazione e alla ricchezza dei font utilizzati. Sicuramente ti sarà capitato di vedere, in qualche museo dei documenti antichi, manoscritti di altre epoche, magari rovinati dal tempo, ma comunque dotati di una bellezza infinita in termini di scrittura.

Questo perché nell’antichità, si tendeva a mettere una cura maniacale nei libri (prima scritti interamente a mano poi stampati in serie), visto che la cultura era qualcosa di dispendioso, riservata ai più facoltosi cittadini. Un libro era dunque un oggetto molto prezioso non solo per il contenuto ma anche per la sua grafica editoriale.

Col passare degli anni e un’accessibilità sempre più ampia ai testi da parte di un pubblico più vario, ha fatto passare la grafica in secondo piano, modificandone lo scopo da decorativo a funzionale, pensato per rendere la lettura e la comprensione più facile e meno pesante. Qui nasce la suddivisione in paragrafi e vengono introdotte le illustrazioni o le fotografie inserite di tanto in tanto fra le pagine.

Insomma tutto è votato ad aiutare il lettore nella comprensione del contenuto, piuttosto che ad impreziosire il valore del tomo. Va ovviamente detto che in alcune versioni da collezione la copertina rigida, gli intarsi e le miniature fanno ancora la differenza e mantengono tutt’ora un peso rilevante, ma è divenuto più un capriccio che un reale obbligo.

Il digitale ha cambiato la grafica editoriale?

L’arrivo del digitale e la sempre maggior diffusione degli e-book o libri elettronici, ha indubbiamente cambiato l’approccio alla grafica editoriale. Oggi, oltre a ricercare un layout efficiente alla comprensione, si studia anche come rendere accattivante la grafica del libro seguendo i trend imposti dal pubblico.

Spesso si lavora più sulle copertine che all’interno del testo in sé, che una volta ottimizzato per la lettura non necessita di altro. Ma la copertina diventa la calamita che attira il lettore, quella che deve catturare l’attenzione e lo fa in modi diversi a seconda del target a cui si rivolge, con espedienti differenti ed in continua evoluzione.