La tipografia è, molto semplicemente, l’arte e la tecnica dell’organizzare i caratteri tipografici. La conoscenza della tipografia è fondamentale per il lavoro e la competenza di un graphic designer, che non riguarda solamente il rendere le parole “leggibili”.

La scelta di un tipo di carattere, e come farlo funzionare con il layout, la griglia, la combinazione di colori, il tema del design e così via, farà la differenza tra un design buono, un design brutto e un design bello.

Oggigiorno è possibile infatti scegliere su una vasta libreria di caratteri, ma non significa che devi cercare fra “tutti” i caratteri: se hai qualcosa da comunicare, ti basterà avere anche una scelta limitata, e anche il collaudato Helvetica potrà funzionare per ciò che vorrai comunicare.

Per questi motivi, senza una corretta conoscenza della terminologia legata alla tipografia, sarà comunque difficile comunicare esattamente ciò che hai nella tua testa. Sapere cosa differenzia una famiglia di font l’una dall’altra, e i termini legati alle loro caratteristiche, faciliterà moltissimo la tua scelta, limitata o meno.

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Un carattere, come qualsiasi altra forma di disegno, viene creato da degli artigiani nel corso di un certo periodo, con il talento e l’esperienza che vengono affinati nel corso del tempo. E ogni particolarità che differenzia un carattere dall’altro (ad esempio, i vari pesi e stili che formano la famiglia completa, le crenature, il vantaggio di essere multi -lingua con caratteri internazionali, le variabili dei “glifi” per aggiungere forza e stile) fa sì che alcuni caratteri siano naturalmente professionali, e altri meno.

L’importante è saperli riconoscere e classificare, partendo dalla conoscenza di determinati termini della tipografia.

Tipografia: come imparare il suo vocabolario

Orecchio, occhio, collo, spalla, gamba, piede, corpo. Non è una lezione di anatomia, o meglio, non è una lezione di anatomia umana. I caratteri tipografici possiedono però una propria anatomia, riconoscibile grazie a termini come “grazie”, “cravatte”, “pesi”, “crenature”, “apici”, “vertici”, “grassetti”, “spaziature”, “legature”, “lettere” “corsive”, “lettere formali”, “lettere calligrafiche” ecc.

Un vocabolario ricchissimo spesso sconosciuto ai non addetti ai lavori. Ma è possibile recuperare, grazie ad alcune figure professionali che hanno lanciato in rete bellissimi progetti.

Pop Chart Lab, studio creativo di base a Brooklyn specializzato in poster infografici ha infatti realizzato una stampa intitolata The taxonomy of typography che spiega tutti i segreti del “gergo” tipografico. Attenzione: i termini sono in inglese, anche se in effetti, ormai, sono quelli che si utilizzano di più. Basterà una rapida traduzione e il tuo vocabolario sarà arricchito immediatamente di tutti i vocaboli della tipografia.

Se leggi questo articolo, non commetterai più errori come graphic designer!

Un altro progetto interessante è quello di Fontsmith. Nata nel 1997 e considerata tra le più interessanti fonderie digitali a livello internazionale, ha una lunga e interessante libreria di font, una quasi altrettanto fornita bacheca di premi vinti in giro per il mondo, e clienti del calibro di Nike, BBC, Sky e Xerox.

All’interno dei loro uffici di Londra, puoi immaginare il soggetto preferito delle loro chiacchierate, e il gergo oscuro usato che come già detto, con le sue spalle, braccia, occhi, orecchie, persino becchi, ricorda tanto quello anatomico.

Così i designer di Fontsmith hanno pensato bene di mettersi a raccogliere e illustrare la loro terminologia quotidiana, arrivando a realizzare un vocabolario di quasi 80 termini, che hanno poi deciso di rendere disponibile a chiunque, attraverso un pdf che è possibile scaricare e — volendo — stampare.

Ora, hai tutti i mezzi per cominciare ad imparare i vocaboli della tipografia. Manca solo il tuo carattere…

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