Nel momento in cui decidiamo di avviare un progetto web è ben chiaro fin dall’inizio che il nostro intento è quello di attirare l’attenzione del nostro pubblico.

Per fare questo dobbiamo ottimizzare il sito per avere più possibilità di intercettarli e guidarli a compiere l’azione che ci siamo prefissati.

Come calcolare il ROI? Il valzer delle visite

Ad ogni fonte di traffico corrisponde un costo di acquisizione su cui verrà calcolato il “ROI”, ovvero il ritorno di investimento che può significare un contatto email, un mi piace, un voto o qualsiasi altra cosa, nel caso di e-commerce invece è inteso una vendita.

Ecco elencate tutte le fonti di traffico:

  • Direct: persone che conoscono già il dominio e lo digitano direttamente nel Browser.
  • Email: le persone arrivano sul nostro sito ma non subito compiono una conversione, quindi noi possiamo invitarli ad iscriversi sul nostro database per poi utilizzarlo in seguito per proporre servizi o informazioni.
  • Ricerca organica: visite che arrivano direttamente dal motore di ricerca senza pagare nessuna pubblicità.
  • Advertising: tutto il traffico acquistabile tramite pubblicità.
  • Pay per click: è un modo di acquistare la pubblicità, sostanzialmente si paga in base ai click che gli utenti finale fa sulla nostra inserzione.
  • Display: pubblicità via banner e si paga ad impression ovvero il numero di volte che un banner viene visualizzato dagli utenti senza che esso venga realmente cliccato.
  • Social: tutte quelle pubblicità che si possono inserire nei vari social, nel caso di Facebook è possibile selezionare il pubblico a cui mostrare gli annunci dividendolo per sesso, età e posizione geografica.
  • Social organici: traffico organico (es. persone che parlano di noi o della nostra azienda sui vari social).
  • Referral: un referral si verifica quando un utente fa clic su un link, banner o altro, che lo indirizza ad uno sito/blog.

I referral di dividono in:

  • Organici: referral che ci danno traffico senza conflitti di interesse.
  • Affiliati: ci danno traffico in funzione di una percentuale sulle vendite che verranno organizzate o procurate da parte loro
  • Aggregatori: (es.TripAdvisor o trovaprezzi).
  • Apps: link presente in un app che porta traffico al nostro sito.
  • Pay per visit: modalità invasiva tramite “pop under” (pubblicità poste sotto), di bassa qualità. che generano una grande quantità di traffico ma non targettizzato.

Tu lo sai da dove arrivano le visite al tuo sito? Buone fonti di traffico!