Fare SEO significa intervenire su tutta una serie di fattori per fare in modo che la nostra soluzione (aka prodotto/servizio) offerta all’utente che ha un bisogno, sia più visibile rispetto alla concorrenza. Cristallino nella definizione quanto oscuro operativamente: quali sono questi fattori? Quanti? Come intervenire?

Fermo restando che per rispondere a queste domande, la migliore risposta è il Master in Web Communication (scusa la marketta), data la vastità della materia, pari a quella di un Cavaliere d’Oro; va da sé che potremmo dividere la SEO in due grossi ambiti che interagiscono fra loro, e che sono i lati della stessa moneta – quel famoso ROI  che bisogna portare in dote al cliente.

Due Facce come l’omonimo villain di Batman, come l’elmo di Gemini (per rimanere in tema di Cavalieri) o come il barone Ashura.

Fare SEO onpage

Citazioni a parte, per SEO onpage si considera l’ottimizzazione di tutti quei fattori/elementi che sono all’interno del sito: dal title di ogni singola pagina, al contenuto da scrivere sia per Google che per l’utente (tanto per rimanere in tema di doppiezza), fino ai “tecnicismi” più avanzati come la velocità del sito, l’esperienza dell’utente, l’ottimizzazione del codice etc..

Uno dei miei mentori SEO è solito dire che l’ottimizzazione onpage sta quasi tutta sul title, ma è ovviamente una boutade. Di certo, un sito poco ottimizzato lato “interno” è un portale che rischia – anche se si posiziona- di non convertire, ovvero di raggiungere l’obiettivo in quanto non si tiene conto di tutta una serie di fattori che dovrebbero portare l’utente a essere portato per mano fino all’avvenuto acquisto/richiesta di preventivo che sia.

Fare SEO offpage

La parte che personalmente ritengo più complessa e con tutta probabilità più difficile da pianificare: la capacità di recuperare link, quindi collegamenti, dagli altri siti della Rete – come se ci votassero – e più voti (e più di qualità, insomma si alla meritocrazia ma no alla democrazia dei link) si hanno, più c’è la possibilità di essere ben posizionati.

Qui entrano in gioco tutti quegli elementi che fanno sì che il sito abbia un bel boost di posizionamento: va da sé che anche con la migliore struttura possibile, il link, il collegamento gode ad oggi ancora grandissima considerazione agli occhi del motore di ricerca.

Come tale ci sono le immancabili manipolazioni, ma va da sé che non di sola ottimizzazione interna vive un sito.

Fare SEO nel dettaglio

Anche se lo abbiamo già fatto in passato, torneremo nel dettaglio sia della SEO onpage che di quella offpage. A fine post, quel che ti si vuole trasmettere è una metodologia di pensiero che tende a ordinare a livello mentale le possibili azioni in due “cassetti” distinti, ma che fanno parte dello stesso armadio della Search.

E tu cosa ne pensi? Secondo te cosa è migliore fra onpage e offpage oppure sono entrambe indispensabili?