Bisogna fare una distinzione fra la mappa del sito e la sitemap. Nel primo caso si intende la pagina che raccoglie tutta la struttura del sito, e offre all’utente un quadro completo delle pagine del portale che sta navigando. Molto diffusa nel Web anni ’90, ad oggi non è più utilizzata – non fosse altro per la navigazione “Social” o “Search” diretta a pagine di specifico uso e consumo – oppure chiacchierate – delle esigenze dell’utente stesso.

Differente, anche se il significato letterale è lo stesso, è invece la sitemap nel formato XML, una lista di link introdotta da Google stessa per offrire non più all’utente – ma al crawler che si occupa di indicizzare i contenuti – un agile documento dove muoversi al puro e semplice motivo di risparmiare risorse nelle sue operazioni di indexing.

A cosa serve la sitemap e come crearla

In soldoni, la sitemap NON dà una mano direttamente lato SEO ovvero NON migliora il posizionamento ma mira a velocizzare il processo di indicizzazione e quindi ad avere una risposta più celere alle modifiche atte – queste si – ad ottimizzare un sito.

Ecco perché un sito si può posizionare meglio o peggio di un altro che non ha la sitemap: perché non esiste correlazione diretta.

Ma come creare la sitemap stessa?

Su CMS Open Source come WordPress, Joomla, Prestashop.. ci sono tutta una serie di plugin atti a crearla in modo automatico, in modo tale da facilitare il lavoro di chi sviluppa con questi sistemi, in modo tale da non dover andare ad aggiornare il file XML a mano ogni singola volta e riproporlo al crawler.

In caso di sito realizzato ad hoc, si guardi lo schema successivo:

<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<urlset xmlns="http://www.sitemaps.org/schemas/sitemap/0.9">
  <url>
    <loc>http://www.esempio.it</loc>
    <lastmod>2015-08-20</lastmod>
    <changefreq>weekly</changefreq>
    <priority>1</priority>
  </url>
  <url>
    <loc>http://www.esempio.it/pagina-1</loc>
    <lastmod>2015-08-20</lastmod>
    <changefreq>monthly</changefreq>
    <priority>0.8</priority>
  </url>
  <url>
    <loc>http://www.esempio.it/pagina-2</loc>
    <lastmod>2012-08-20</lastmod>
    <changefreq>monthly</changefreq>
    <priority>0.5</priority>
  </url>
</urlset>

Questo è un tipico esempio di sitemap.xml. Si notano i seguenti attributi.

< loc >: altro non è che la locazione, l’indirizzo della pagina singola.

< lastmod >: l’ultima modifica della pagina stessa, andrebbe aggiornata la data a ogni singola modifica.

< changefreq > : una indicazione di massima al crawler, ogni quanto la pagina viene modificata, allo scopo di “educarlo” a passare con una certa frequenza. Attenzione, questo non vuol dire che impostando su “daily” l’attributo, il crawler inizi a passare quotidianamente, se il sito e il settore di riferimento non sono così rapidi nell’aggiornarsi.

< priority > : da 0.1 a 1.0 l’importanza della pagina nell’economia del sito. Anche qui ha poco senso impostare tutto a priorità “1”, la massima, ma andrebbe seguito uno schema veritiero.

Generatore automatico di sitemap

Capisco che iniziare a redigere un documento così profondo (specie per siti con molte pagine) e per questo vengono in aiuto tool come Sitemap Generator, che permettono la realizzazione automatica (ma da aggiornare di volta in volta) di una sitemap.xml di un sito, come una sorta di sua radiografia.

In ultimo: non dimenticare di segnalare la sitemap a Google tramite la Search Console!

Tu cosa ne pensi? Hai già sviluppato una sitemap per il tuo sito?