In molti siti sono anni che sono sparite le “tag cloud”, fino a qualche anno fa le “nuvole di tag” erano un fenomeno di modaiolo che trovati in tutti i siti, ora non le trovi in tutti i siti ma il molte sidebar resistono ancora come elemento nostalgico degli anni che furono, molti davvero sono talmente affezionati da non riuscire a toglierle.

Vediamo nel dettaglio se tag cloud e SEO possono ostacolarsi oppure no

In una vecchia intervista il massimo esponente mediatico di Google “Matt Cutts” disse la sua analizzando il caso. Il tag cloud potrebbe difatti essere considerata dai bot come keyword stuffing. Questa nuvole di tag sostanzialmente è come se fosse un ammasso di link e nel momento in cui se ne vengono a formare 400/500 Google li potrebbe paragonare alla keyword stuffing e penalizzare per eccesso di parole chiave.

Il molti erano convinti che tutte quelle parole chiave in qualche modo potessero influenzare l’ingresso del Page Rank, su questo punto Matt Cutts ha voluto ribadire che Google potrebbe non essere in grado di far veicolare il PageRank in tutti i link presenti nella tag cloud. Tutto questo è perché utilizzando la tag cloud non si può avere un pieno controllo sulla distribuzione del PageRank all’interno di tutte le singole pagine del sito o del blog.

Alla luce dei fatti sarebbe meglio non utilizzare le tag cloug perché sono inutili sia per i motori di ricerca che addirittura potrebbero essere infastiditi da questa cosa e secondo punto anche per gli utenti possono risultare inutili perché personalmente non mi è mai passato per la mente di andare a cliccare su quel cumulo di parole sconclusionate.

Se si vuole creare qualcosa di utile per gli utenti sarebbe meglio creare una sidebar laterale che possa favorire la navigazione degli utenti che invece di dove ammattire a girare il sito possono trovarsi direttamente le categorie e le sottocategorie che gli interessano a portata di clic. Se utilizzate wordpress usare le sidebar con i widget personalizzati si possono creare dei menu specifici per ogni caso in modo che a seconda della categoria in cui siamo sappiamo cosa c’è e cosa non c’è.